Con Fra’ Sole, il Sacro Convento vuole diventare una Comunità Laudato Si’

Così Fra’ Mauro Gambetti, Padre Custode del Sacro Convento, aprendo il convegno sulla Salvaguardia del Creato

Ieri pomeriggio, in occasione dell’accensione e della benedizione dell’albero di Natale e del Presepe nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco di Assisi, si è svolto un importante convegno intitolato “La casa comune è in rovina, che fare? Prendiamoci cura di Nostra Madre Terra”

All’evento, tenutosi presso la Sala Stampa del Sacro Convento e volto a porre l’accento su come la casa comune sia in pericolo e sulla necessità di salvaguardarla, hanno partecipato il Relatore Generale Sinodo Amazzonia, Cardinale Cláudio Hummes, il fondatore dell’Associazione Slow Food, Carlo Petrini e il Chief Services & Stakeholder Relations Officer di Eni, Claudio Granata.

L’incontro, moderato dal Presidente di Symbola Ermete Realacci, è stato avviato da Fra’ Mauro Gambetti, Padre Custode del Sacro Convento, che attraverso un saluto introduttivo ha richiamato il prezioso messaggio trasmessoci dalla Laudato Si’.

Fra’ Mauro ha infatti evidenziato come i francescani cerchino di essere attuali nell’interessarsi a tali temi e nell’impegnarsi al fine di ridurre, in generale, il proprio impatto ambientale e, nel particolare ambito della vita conventuale assisana, “di rendere sempre più sostenibile ecologicamente e anche socialmente compatibile il Complesso Monumentale“.

Proprio a questo proposito, il Padre Custode ha ricordato le buone pratiche poste in essere grazie a Fra’ Sole e all’attività dei vari partner di Progetto che stanno lavorando, con impegno e professionalità, al raggiungimento degli obiettivi perseguiti dal Piano di sostenibilità, tra i quali la completa decarbonizzazione del Complesso Monumentale Francescano.

“Stiamo sviluppando, insieme a diversi collaboratori, il Progetto Fra’ Sole – ha affermato Fra’ Mauro -, che mira a farci diventare, come Carlo Petrini promuove, una comunità Laudato Si’, tra le altre che sono nate. Sia per l’impegno di noi frati, sia per la circolarità che questo impegno vorremmo si estendesse ai pellegrini e tanti visitatori che a milioni vengono ogni anno in visita qui, per incontrare Francesco; per incontrare, oltre alla spiritualità, anche la bellezza che questo luogo custodisce”.

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